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Il mio “Manifestino”
Prima di pubblicare il terzo racconto
vi spiego il sentire mio più profondo
È che per me nessuno è diverso
siamo tutti figli dello stesso universo.
Nessuno di noi è migliore degli altri
I furbi e gli scaltri lo credano pure
avranno tanti soldi e vuote avventure
Io scelgo la ricchezza dei sentimenti
Io amo tutti, gli ultimi soprattutto
Chi rimane indietro, chi è sfruttato
Chi resiste offeso, umiliato, scartato
dalla società dei consumi, del profitto
Io dimentico i torti subiti, io guardo
a traguardi più ambiti che la vendetta
Voglio avere la pace nel cuore
piuttosto che conti da regolare
Io voglio la pace nel mondo, giustizia
Rispetto, uguaglianza, amore, libertà
Che siamo uguali nei doveri e nei diritti
illuminati dallo stesso sole e respirando
la medesima aria, che ai figli dei nostri figli
dovremmo lasciare; le risorse finiranno
tutti lo sanno, ma continuiamo a bruciare
E alla fine avremo una montagna di soldi
Ma lo sappiamo non buoni da Mangiare
col deserto intorno, che potremo acquistare?
Chiamatemi “Woke”, anarchico, buonista,si
Grillo parlante da schiacciare!
Ma non dimentico le verità che sapete già
e vi ostinate a dimenticare
Io voglio un mondo degno di questo nome
non la distopia che la grande finanza pensa
di realizzare.
E forse questa è tutt’altro che una poesia.
Il progresso è buono se serve all’uomo
Altrimenti chiamatelo con un altro nome.